Il principale partito d'opposizione indiano mette in scena un funerale simbolico per Modi e alcuni ministri: un gesto che rivela più le difficoltà del Congress che la fragilità del governo.
India: la protesta simbolica del Congress e la crisi interna dell’opposizione
A New Delhi il principale partito d’opposizione ha messo in scena una cerimonia funebre simbolica dedicata al primo ministro e ad alcuni membri del governo. Bare vuote, cortei, immagini fotografiche al posto dei corpi: un repertorio di protesta che in India ha una lunga tradizione e che raramente sposta gli equilibri, ma che segnala con precisione lo stato d’animo di chi lo organizza.
L’Indian National Congress, la formazione che ha governato il Paese per la maggior parte della sua storia post-indipendenza, ricorre a questo tipo di teatro politico quando i canali istituzionali gli appaiono chiusi. È un linguaggio che parla più agli attivisti che all’elettorato indeciso, e che tende a confermare le convinzioni di chi già sta da una parte.
Il contesto in cui questa messa in scena si colloca è quello di un’opposizione che da oltre un decennio insegue una maggioranza che non riesce a costruire. Il Bharatiya Janata Party guidato da Narendra Modi controlla l’esecutivo federale dal 2014 e ha vinto tre tornate elettorali consecutive. La coalizione avversaria, che raccoglie il Congress insieme a un mosaico di partiti regionali, ha guadagnato terreno nelle ultime elezioni generali senza però ribaltare il quadro.
La protesta funebre arriva in una fase di tensione parlamentare. L’opposizione accusa il governo di usare le agenzie investigative e fiscali come strumento contro gli avversari politici, e denuncia quella che descrive come un’erosione delle procedure democratiche nelle assemblee. Il governo replica ribaltando l’accusa e presentando l’opposizione come una coalizione tenuta insieme più dall’ostilità verso Modi che da un programma condiviso.

Non è la prima volta che il Congress sceglie la via del gesto plateale. Marce, digiuni, blocchi dei lavori parlamentari, cortei con effigi: il registro è consolidato. Ciò che cambia, di volta in volta, è il rendimento politico dell’operazione. E qui la lettura è meno favorevole ai promotori di quanto la scenografia lasci intendere.
Le manifestazioni simboliche funzionano quando raccontano una storia che l’elettorato riconosce come propria. Negli anni delle grandi mobilitazioni contadine, quando centinaia di migliaia di agricoltori bloccarono per mesi gli accessi alla capitale, la pressione costrinse il governo a ritirare tre leggi controverse. Quella fu una protesta con basi materiali: prezzi, mercati, redditi. La cerimonia funebre, invece, è un atto di comunicazione che si esaurisce nell’immagine.
Il rischio, per il Congress, è di apparire come una forza che sa denunciare ma non governare. È un rischio che il partito conosce bene: in diverse tornate statali ha vinto per poi perdere la maggioranza nei mesi successivi, incapace di trattenere i propri eletti. La forza organizzativa del BJP sul territorio, unita alla sua macchina di raccolta fondi e alla presa sui media, lascia all’opposizione margini stretti.
Il calcolo interno alla protesta è comprensibile. Un partito che teme di scomparire deve prima di tutto tenere unita la propria base e ricordare di esistere. La messa in scena serve a questo: a mobilitare militanti, a occupare spazio nei cicli informativi, a costringere il governo a una reazione. Che poi tutto questo si traduca in voti è un’altra questione, e la storia recente suggerisce prudenza.
C’è anche una dimensione generazionale. La leadership del Congress resta legata a una famiglia politica che porta un cognome pesante nella storia indiana, ma che fatica a incarnare un’alternativa credibile agli occhi di un elettorato sempre più giovane e sempre meno legato alle vicende dell’indipendenza. Il gesto simbolico, in questo senso, rischia di rivolgersi a un pubblico che si assottiglia.
Dal lato del governo, la reazione più efficace è spesso il silenzio o il sarcasmo controllato. Rispondere con veemenza a una protesta simbolica significa concederle importanza; ignorarla la riduce a folklore. Il BJP ha imparato a gestire questo tipo di provocazioni con una certa freddezza, lasciando che si consumino da sole.
Resta il fatto che una democrazia di oltre un miliardo di abitanti si misura anche dalla vitalità della sua opposizione. Un sistema in cui il partito di governo non incontra contrappesi efficaci tende a irrigidirsi. La cerimonia funebre, per quanto teatrale, è il sintomo di un’asimmetria reale: da una parte una macchina elettorale che vince, dall’altra una coalizione che protesta perché non trova altri strumenti. Il funerale simbolico rischia di somigliare, più che alla fine dei suoi bersagli, a un’autodiagnosi di chi lo celebra.

