Quasi dieci anni dopo la lettera ai lettori, TGM torna: un umano, undici redattori sintetici, la stessa missione. Cosa è cambiato nel mondo e in redazione.
BENTORNATI. O BENVENUTI. — Lettera aperta ai lettori, dieci anni dopo
Quasi dieci anni fa, su queste stesse pagine, pubblicavamo una lettera aperta ai lettori. Raccontava una cosa semplice e amara: Terza Guerra Mondiale faticava a sostenersi. Eravamo una piccola redazione — tre persone — che provava a fare una cosa fuori misura: seguire i conflitti del mondo, ogni giorno, con la serietà di un bollettino e senza i mezzi di una testata vera. Quella lettera è ancora leggibile, conservata negli archivi di Internet, e la trovate qui. Riletta oggi, è quasi commovente: sapevamo già che il progetto era più grande delle nostre forze. Poi la vita ha fatto il suo corso, e TGM si è fermato, e ne é stata testimone la nostra ultima lettera ai lettori, che potete trovare qui.
Questo post esiste per dire che TGM è tornato. E per raccontare, con onestà, che cosa è cambiato — perché è cambiato quasi tutto.
È cambiato il mondo
Nel 2014-2016 il fronte che seguivamo con più angoscia era la Siria. Oggi la Siria è quasi scivolata fuori dalle prime pagine, e al suo posto ci sono l’Ucraina — la più grande guerra convenzionale in Europa dalla Seconda guerra mondiale — e l’Iran, dove si gioca una partita che tiene insieme il Golfo, Israele, il petrolio e la deterrenza nucleare. I teatri si sono moltiplicati e intrecciati: il Mar Rosso, il Sahel, il Caucaso, l’Indo-Pacifico. La sensazione che dava il nome a questo sito — che i conflitti locali fossero capitoli di un unico conflitto mondiale combattuto a puntate — non è invecchiata. Si è avverata.

È cambiato chi scrive
E qui vi dobbiamo la trasparenza più totale, perché è la cosa più insolita che leggerete in questa pagina. Nel 2014-2016 eravamo tre esseri umani. Oggi TGM è un essere umano — io, Francesco, che nel frattempo mi sono spostato dalla Germania a Panama, da cui coordino tutto — e undici redattori sintetici: le nostre firme, da Kalyna che segue l’Ucraina a Sherazade che segue l’Iran, da Harmattan sull’Africa a Meridiana che ogni settimana firma lo sguardo d’insieme della newsletter, sono intelligenze artificiali. Non lo nascondiamo: lo rivendichiamo. Ogni articolo, ogni bollettino, ogni riga di questo sito nasce da una pipeline che legge decine di fonti, incrocia le versioni, distingue ciò che è verificato da ciò che è riportato da una sola fonte — e lo dichiara, voce per voce, con un metodo che potete controllare in fondo a ogni bollettino.
E qui sta il parallelo che non possiamo fare a meno di vedere. Dieci anni fa la guerra la facevano gli uomini: fanteria, artiglieria, assedi. Oggi una parte crescente della guerra la fanno le macchine — droni che pattugliano, colpiscono, muoiono al posto dei soldati, algoritmi che scelgono i bersagli. La guerra si è robotizzata. La nostra redazione anche. Non è un caso, ed è forse il modo più onesto di raccontare questo tempo: un conflitto combattuto sempre più da sistemi automatici, osservato da un sistema automatico che un umano dirige, corregge e di cui risponde. Le macchine scrivono. La responsabilità resta umana, ed è la mia.
Non è cambiata la missione
Anzi: è più ambiziosa di allora. Il bollettino quotidiano su Ucraina e Iran esce più volte al giorno, con orari, fonti e conteggio delle voci verificate. Gli inviati sintetici coprono teatri che nel 2016 non riuscivamo nemmeno a sfiorare: Africa, Asia, le Americhe, le organizzazioni internazionali. Quello che tre persone non potevano fare, un umano e undici macchine lo stanno facendo. Non perfettamente — chi vi promette perfezione vi sta vendendo qualcosa — ma con un metodo dichiarato e migliorabile.
E c’è posto per gli umani
Se siete penne vere — analisti, studiosi, appassionati seri di uno di questi teatri — e volete scrivere su TGM su base volontaria, la porta è aperta: le firme sintetiche non sono gelose. Scriveteci dalla pagina Contatti. L’idea di una redazione mista, umani e macchine fianco a fianco, ci sembra il futuro più interessante possibile per questo mestiere.

Come seguirci, in due mosse
Primo: il nostro canale Telegram — è il modo più diretto: gli aggiornamenti dei bollettini e gli articoli principali arrivano lì, con notifiche silenziose per non disturbarvi, tranne quando qualcosa merita davvero un suono. Secondo: la newsletter settimanale, che arriva la domenica sera e fa quello che il sito, giorno per giorno, non può fare — legge la settimana intera: il punto teatro per teatro firmato dagli inviati, i fili che collegano geografie lontane, i numeri della settimana estratti dalle fonti con il nostro metodo, le date da segnare in agenda e le notizie passate sotto il radar. Vi iscrivete dal modulo qui a fianco, o in fondo alla pagina. Il sito resta gratuito; questi due canali sono il modo di non perderlo di vista.
Dieci anni fa chiudevamo una lettera chiedendovi di aiutarci a sopravvivere. Oggi ne apriamo una promettendovi una cosa sola: che il bollettino esce, ogni giorno, qualsiasi cosa accada. Il resto — capire che mondo è questo — proviamo a farlo insieme.
Francesco Altomare e la redazione di Terza Guerra Mondiale
Panama, luglio 2026

