Sette militari in uniforme mimetica posano davanti a un carro armato in una base militare.

Due militari della SANDF sono morti a Johannesburg durante un'operazione di appoggio alla polizia. Le circostanze restano da chiarire e riportano l'attenzione sul ricorso strutturale dell'esercito sudafricano a compiti di ordine pubblico.

Due soldati sudafricani muoiono durante un’operazione di ordine pubblico a Johannesburg

Due militari della South African National Defence Force sono morti a Johannesburg mentre erano impegnati in un compito legato all’Operazione Prosper, il dispositivo con cui l’esercito affianca la polizia in funzioni di ordine pubblico e controllo del territorio. Le prime ricostruzioni, non ancora confermate ufficialmente, parlano di una caduta durante lo svolgimento del servizio; le circostanze esatte restano da chiarire e la SANDF ha annunciato un’indagine interna.

L’Operazione Prosper non è un’anomalia recente. Da anni il governo sudafricano ricorre allo schieramento dell’esercito in appoggio alla polizia in aree urbane e in situazioni giudicate ad alto rischio: contrasto alle bande, sorveglianza di infrastrutture, gestione delle tensioni durante scioperi e disordini. Il precedente più citato resta il luglio 2021, quando le violenze seguite all’arresto dell’ex presidente Jacob Zuma provocarono oltre trecento morti secondo i bilanci ufficiali e spinsero Pretoria a mobilitare migliaia di uomini per fermare saccheggi e incendi.

Elicottero militare caricato in un aereo cargo con personale in uniforme che supervisiona l'operazione.
Elicottero militare in fase di carico su aereo da trasporto. — Foto: US Army Africa — BY 2.0, via Openverse

Il ricorso ripetuto ai militari per compiti di polizia racconta più di un problema di sicurezza contingente. Il South African Police Service è cronicamente sotto organico rispetto ai tassi di criminalità del Paese, tra i più alti al mondo: le statistiche trimestrali diffuse dalle autorità continuano a registrare decine di omicidi al giorno. In questo vuoto l’esercito diventa una risorsa di supplenza, con costi crescenti per un bilancio della difesa già in contrazione da anni e con soldati impiegati in mansioni per cui non sono addestrati in modo specifico.

La geografia di questi impieghi non è casuale. Le township che circondano Johannesburg, e la stessa struttura segregata dello spazio urbano sudafricano, restano l’eredità materiale dell’apartheid: quartieri costruiti per separare e sorvegliare che oggi si traducono in periferie dense, mal servite e attraversate da economie illegali. È lì che l’ordine pubblico si gioca, ed è lì che l’esercito viene mandato.

La morte di due militari in servizio riporta l’attenzione anche sulle condizioni operative della SANDF. Le forze armate sudafricane sono impegnate su più fronti: l’appoggio interno alla polizia, il contrasto agli attacchi armati nella provincia di Mozambico settentrionale a Cabo Delgado in cooperazione regionale, e più di recente il difficile ripiegamento dal Congo orientale, dove nei mesi scorsi diversi soldati sudafricani inseriti in missioni multilaterali sono rimasti uccisi negli scontri con i ribelli dell’M23. Un logoramento che si somma a segnalazioni ricorrenti su equipaggiamenti obsoleti e mezzi non sempre disponibili.

Il numero delle vittime di questa vicenda, due, è certo. Le modalità no. In assenza di un comunicato dettagliato, le versioni circolate vanno trattate con cautela: la stessa parola “caduta” copre scenari diversi, dall’incidente durante un intervento a un cedimento strutturale sul luogo dell’operazione. Sarà l’inchiesta a stabilirlo, se i suoi esiti verranno resi pubblici, cosa non sempre scontata quando riguardano le forze di sicurezza.

Al di fuori dei confini sudafricani, la notizia ha avuto un’eco minima. La morte di due soldati durante un’operazione di polizia in una metropoli africana non entra nei circuiti dell’informazione internazionale con la stessa facilità di altri eventi. Eppure la questione che solleva riguarda un nodo più ampio: fino a che punto uno Stato può delegare all’esercito la propria sicurezza interna prima che questa scelta diventi strutturale, e a quale prezzo per gli uomini mandati sul terreno.

Fonte originale: defenceweb.co.za/sa-defence-sa-defence/two-soldiers-die-during-oper…

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