Paesaggio stepposo con turbine eoliche sullo sfondo e una struttura gialla in primo piano sotto cielo nuvoloso.

Le ondate combinate di missili e droni russi puntano alla rete energetica ucraina prima del picco invernale. Un'analisi della composizione degli attacchi, dei limiti della difesa aerea e dei bersagli.

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Attacchi combinati sulla rete elettrica ucraina: la logica delle ondate notturne

Le notti d’inizio inverno seguono uno schema che il fronte ucraino conosce ormai da tre stagioni. Le forze russe combinano missili da crociera, vettori balistici e sciami di droni d’attacco in ondate coordinate, dirette in prevalenza contro le infrastrutture energetiche. La tesi che tengo sulla mappa è semplice: l’obiettivo non è avanzare sul terreno, ma degradare la capacità di generazione e trasmissione elettrica prima che il freddo raggiunga il picco.

Il calendario conta. Gli attacchi di grande portata tendono a concentrarsi tra ottobre e febbraio, quando il consumo domestico sale e ogni sottostazione fuori uso pesa di più. La geografia degli obiettivi lo conferma: nodi di trasmissione, centrali termoelettriche, impianti di distribuzione del gas. Sono bersagli fissi, non manovrabili, e per questo colpibili anche con vettori a bassa precisione impiegati in massa.

La composizione delle ondate

L’Aeronautica militare ucraina pubblica dopo ogni attacco un bilancio di lanci e intercettazioni. Le cifre vanno lette per quello che sono: dati rivendicati dalla difesa ucraina, non verificabili in modo indipendente sul momento. Nelle ondate più ampie delle ultime settimane Kiev ha dichiarato il lancio di alcune centinaia di droni d’attacco di tipo Shahed, affiancati da decine di missili da crociera e da un numero minore di vettori balistici e ipersonici.

Una gru gialla presso una sottostazione elettrica con trasformatori ad altissima tensione e tralicci di distribuzione.
Sottostazione elettrica con infrastrutture critiche in manutenzione. — Foto: EU-Ukraine cooperation — BY-SA 2.0, via Openverse

La logica dell’impiego combinato è nota. I droni, lenti e numerosi, saturano le batterie contraeree e obbligano gli operatori a consumare munizioni. I missili da crociera arrivano lungo traiettorie a bassa quota, cercando corridoi non coperti. I balistici, per il loro breve tempo di volo, sono i più difficili da intercettare e vengono riservati ai bersagli ritenuti prioritari. Le percentuali di abbattimento dichiarate dalla difesa ucraina restano alte per i droni, più basse per i vettori balistici.

L’effetto sulla rete

Il dato che pesa non è quanti vettori vengono abbattuti, ma quanti arrivano a segno e cosa colpiscono. Un singolo missile che centra un trasformatore di grande potenza può togliere elettricità a una regione per giorni, perché i componenti di ricambio sono pochi, costosi e lenti da sostituire. L’operatore nazionale Ukrenergo ha ripetutamente introdotto interruzioni programmate della fornitura per bilanciare la domanda con una capacità di generazione ridotta.

Le città più esposte restano quelle vicine al fronte e ai confini con la Russia e la Bielorussia, dove il tempo di preavviso è minimo. Kharkiv, nel nordest, subisce da mesi attacchi con droni e bombe plananti a corto raggio. Odessa, sul Mar Nero, è colpita per il suo ruolo portuale ed energetico. La capitale Kiev è bersaglio delle ondate più strutturate, che richiedono coordinamento tra più tipi di vettore.

La difesa e i suoi limiti

La contraerea ucraina si regge su un sistema stratificato: batterie occidentali per i bersagli ad alta quota e alta velocità, cannoni mobili e squadre con mitragliatrici per i droni a bassa quota. Il vincolo è la scorta di intercettori. Ogni missile della difesa ha un costo molto superiore a quello di un drone Shahed, e questo squilibrio economico è parte del calcolo dell’attaccante. Saturare significa costringere il difensore a spendere risorse pregiate contro bersagli a basso costo.

Kiev chiede da tempo ai partner occidentali forniture aggiuntive di sistemi di difesa aerea e di munizioni relative. Gli annunci di nuove consegne si susseguono, ma i tempi di addestramento e integrazione restano lunghi. Nel frattempo la produzione russa di droni e missili, secondo le stime dei servizi ucraini, è cresciuta rispetto agli anni precedenti.

Sul terreno la linea di contatto si muove poco. Gli attacchi aerei di profondità e la guerra sul fronte terrestre orientale, concentrata attorno alle direttrici del Donetsk, procedono su binari separati. L’uno mira alla resistenza della popolazione e dell’economia, l’altro al controllo metro per metro. Non è previsto in questa fase che le ondate missilistiche producano cambiamenti sulla mappa.

Secondo i dati diffusi dalle autorità regionali ucraine dopo gli ultimi attacchi, oltre mezzo milione di utenze sono rimaste senza elettricità in più regioni del Paese.

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